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	<title>Oistros.it &#187; Features</title>
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	<description>centro di ricerca, animazione e promozione della cultura e dello spettacolo</description>
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		<title>Scuola Estiva di Orientamento e Formazione</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 18:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Feature]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oistros.it/archivio/?p=539</guid>
		<description><![CDATA[Università del Salento e COrT Centro Orientamento e Tutorato Delegato per la Disabilità e l&#8217;Integrazione in collaborazione con Provincia di Lecce, Istituto delle Cultutre del Mediterraneo, WWF Oasi le Cesine, Centro di ricerca Oistros organizza dal 16 al 22 Agosto 2009 GENIUS LOCI V ESPLORAZIONI INTORNO AL TARANTISMO Scuola Estiva di Orientamento e Formazione La [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Università del Salento e COrT Centro Orientamento e Tutorato<br />
Delegato per la Disabilità e l&#8217;Integrazione<br />
in collaborazione con<br />
Provincia di Lecce, Istituto delle Cultutre del Mediterraneo, WWF Oasi le Cesine, Centro di ricerca Oistros<br />
organizza dal 16 al 22 Agosto 2009</p>
<p><strong>GENIUS LOCI V<br />
ESPLORAZIONI INTORNO AL TARANTISMO</strong></p>
<p>Scuola Estiva di Orientamento e Formazione</p>
<p>La Scuola Estiva si prefigge l’obiettivo:</p>
<p>coniugare l’orientamento alla scelta universitaria con la formazione sui temi legati alla cultura salentina, che sono oggetto di una delle manifestazioni artistico culturali più importanti del patrimonio nazionale quale “ La Notte della Taranta”;<br />
offrire a studenti italiani e stranieri la possibilità di vivere una settimana nel Salento a contatto con i luoghi della ricerca, della formazione e dello spettacolo;</p>
<p>esplorare, utilizzando gli strumenti della multimedialità, i diversi aspetti (musicale, coreutico, terapeutico, scenico, antropologico &#8230;) dell&#8217;unico fenomeno di possessione che ha attraversato tutta la storia della cultura occidentale;</p>
<p>sperimentare, attraverso la metodologia della ricerca-azione, forme innovative di didattica;<br />
promuovere modalità di orientamento strettamente connesse alle opportunità offerte dall&#8217;istituzione accademica, ma anche da enti e strutture attive nel territorio salentino;</p>
<p>coniugare i percorsi culturali con momenti di svago in uno dei luoghi più affascinanti del Mediterraneo e all&#8217;interno di una &#8216;festa&#8217; come “La notte della Taranta”, che vede il coinvolgimento di decine di migliaia di persone.</p>
<p>per ulteriori informazioni e pre-iscrizioni<br />
<a href="http://www.oistros.it/geniusloci">http://www.oistros.it/geniusloci</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Favole al Tele/fonino</title>
		<link>http://www.oistros.it/archivio/favole-al-telefonino/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 20:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze nella scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Scuola 2008 '09]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

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		<description><![CDATA[Scuola Elementare “Livio Tempesta”  &#8211; Lecce Favole al telefon/ino Voluto e finanziato dal Rotary Club Lecce Sud Progetto e direzione artistica Associazione Culturale Oistros 22 MAGGIO 2009 ORE 20 Masseria Ospitale, Lecce Obiettivo Il progetto Favole al telefon/ino nasce dall’esigenza di costituire un raccordo tra il lavoro svolto lo scorso anno con il progetto promosso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.oistros.it/archivio/wp-content/uploads/2009/04/favole_b.jpg" alt="favole_b" title="favole_b" class="alignnone size-full wp-image-444" /></p>
<p><strong>Scuola Elementare “Livio Tempesta”  &#8211; Lecce</strong></p>
<p>Favole al telefon/ino<br />
Voluto e finanziato dal <strong>Rotary Club Lecce Sud</strong> </p>
<p>Progetto e direzione artistica <strong>Associazione Culturale Oistros </strong></p>
<p>22 MAGGIO 2009<br />
ORE 20 Masseria Ospitale, Lecce </p>
<p><strong>Obiettivo</strong></p>
<p>Il progetto Favole al telefon/ino nasce dall’esigenza di costituire un raccordo tra il lavoro svolto lo scorso anno con il progetto promosso dal<strong> Rotary Club Lecce Sud</strong> (<a href="http://www.oistros.it/archivio/un-gesto-una-storia/">Un gesto una storia</a>), incentrato sull’urgenza di una seria ri/educazione alla narrazione, e  quello in corso incentrato sul confronto con i mezzi, gli strumenti attraverso cui passano le narrazioni.</p>
<p>I bambini, in maniera più massiccia degli adulti, sono continuamente narrati attraverso la televisione, il computer, i video giochi. La loro possibilità d’interagire con le storie è praticamente ridotta a zero. Possono solo consumarle&#8230;le storie che, però, consumano a loro volta la capacità creativa dei bambini.</p>
<p>Che senso ha raccontare le storie se i bambini preferiscono la Tv?</p>
<p><strong>Le favole dei bambini</strong></p>
<p>Durante il laboratorio, i bambini, sollecitati dagli animatori, hanno prodotto una serie di favole di vario genere e durata.</p>
<p>Il punto di partenza è stato il testo di Gianni Rodari, in cui la bambina protagonista della storia chiedeva al padre di raccontargli delle favole prima di andare a dormire. Il padre, che spesso era fuori per lavoro, era costretto a chiamarla al telefono per raccontare ogni sera una storia diversa. Capitava, allora, che i gettoni erano pochi e quindi la storia durava poco.</p>
<p>Cosa accadrebbe se un genitore decidesse di raccontare una storia al proprio figlio usando il telefono? o meglio il telefonino? E se invece volesse utilizzare un altro mezzo come il computer? Una mail? forse un messaggio? Cosa succede ad una storia quando prima di giungere al suo destinatario deve attraversare uno strumento delle nuove tecnologie?</p>
<p>I bambini del laboratorio hanno raccolto molte storie. Alcune le hanno inventate, altre le hanno chieste ai genitori, altre sono filastrocche che ricordano a memoria. Ora le racconteranno, ma con la coscienza che lo strumento utilizzato finisce col determinare nuove forme del raccontare.</p>
<p>Lo spettacolo “Favole al telefon/ino” porterà lo spettatore alla scoperta di altre forme di narrazione  e a riflettere sul destino delle favole in un mondo dominato dalla tecnologia. Ma se le favole, attraverso il potere creativo dei bambini, riusciranno ad addomesticare i nuovi mezzi potranno ancora costituire il lievito di un mondo buono. Come il pane del forno di pietra che si faceva nella masseria.</p>
<p><strong></p>
<p>La Masserio Ospitale</strong></p>
<p>A questo proposito si propone come “luogo deputato” per lo spettacolo finale la Masseria Ospitale, sita a pochi chilometri da Lecce sulla strada provinciale per Torre Chianca.</p>
<p>La Masseria, sospesa tra centro urbano e campagna, come luogo privilegiato del racconto. 	Del ‘dire’ nel tempo della natura addomesticato dal lavoro e trasformato in tempo artificiale.				Nella Masseria i bambini e gli adulti potranno assaporare le favole legate ai sapori della cucina tradizionale, potranno vedere le favole da loro scritte diventare animazione, potranno vivere il percorso che attraverso i grandi media ci ha risucchiato in uno spazio che è narrato, potremo tutti sentire ed odorare le favole di ieri e di oggi.</p>
<p>Una serata in Masseria tra le favole dei bambini e i bambini delle favole, una serata per ritrovare il piacere dello stare insieme, sotto le stelle, lontano dai rumori, tra muri che respirano storia passate e i corpi dei bambini che aspirano ad esse protagonisti di nuove storie.</p>
<p><strong>Come Arrivare</strong></p>
<p><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=masseria+ospitale+lecce&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=43.393645,93.164063&amp;ie=UTF8&amp;ll=40.508057,18.212585&amp;spn=0.327175,0.727844&amp;z=11&amp;iwloc=A&amp;cid=7466990273337210144&amp;output=embed"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=embed&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=masseria+ospitale+lecce&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=43.393645,93.164063&amp;ie=UTF8&amp;ll=40.508057,18.212585&amp;spn=0.327175,0.727844&amp;z=11&amp;iwloc=A&amp;cid=7466990273337210144" style="color:#0000FF;text-align:left">View Larger Map</a></small></p>
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		<title>Reverie Duo: il resto delle cose</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 12:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Associazione culturale Oistros organizza il 20 Marzo 2009, durante l’equinozio di primavera, Reverie Duo: il resto delle cose nelle stanze della sede in via A. Russo, 29 a San Cesario, già Loophouse. L’Associazione, dopo aver lanciato il progetto di rinascita culturale “Incontri nella Luna piena”, continua sulla scia dei cicli naturali a manipolare i linguaggi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oistros.it/archivio/wp-content/uploads/2009/03/locandina-duo2.jpg"><img src="http://www.oistros.it/archivio/wp-content/uploads/2009/03/locandina-duo2.jpg" alt="locandina-duo2" title="locandina-duo2" class="alignnone size-full wp-image-392" /></a><br />
L’Associazione culturale Oistros organizza il 20 Marzo 2009, durante l’equinozio di primavera, <a href="http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&#038;friendid=432024300">Reverie Duo: il resto delle cose</a> nelle stanze della sede in via A. Russo, 29 a San Cesario, già Loophouse.</p>
<p>L’Associazione, dopo aver lanciato il progetto di rinascita culturale “Incontri nella Luna piena”, continua sulla scia dei cicli naturali a manipolare i linguaggi e trasformare la comunicazione attraverso la sua scomposizione. Il ciclo lunare si interseca al ciclo delle stagioni.<br />
Durante l’equinozio di primavera Valerio Daniele e Redi Hasa, che fondono Italia e Albania nel Reverie Duo, proporranno una conversazione sonora in cui verranno raccontate le tappe artistiche, la ricerca musicale e i loro progetti in corso. La serata si concluderà con il live unplugged “il resto delle cose” in cui i due musicisti ci accompagneranno nei loro intimi territori sonori. La musica dunque. Scrivono di loro: <em>Abbandonarsi al sogno diurno, alla meccanica del gesto che ha l’intenzione del suono, sfocando ogni immagine reale per renderla naturale. Reverie Duo è espressione della più naturale ed atavica dialettica del due, fluida emanazione di un Terzo Polo che nasce dall’incontro di due alterità. Il territorio musicale è il meno definibile, uno spazio vuoto che gradualmente il duo riempie di spirali, cicli e ricordi immaginali.</em></p>
<p><strong>La serata inizia alle ore 20 con le “Conversazioni sonore”, per proseguire alle ore 21 con il live unplugged “Il resto delle cose” di Valerio Daniele alle chitarre e Redi Hasa al violoncello. </strong>Aspettando la Primavera.</p>
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		<title>&#8220;Sognavo le nuvole colorate&#8221; al Roma film Fest</title>
		<link>http://www.oistros.it/archivio/sognavo-le-nuvole-colorate-al-roma-film-fest/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 10:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[sandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sognavo le nuvole colorate]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva al Roma Film Festival il film documentario “Sognavo le nuvole colorate” di Mario Balsamo prodotto da Thomas Torelli  in coproduzione con il gruppo Oistros. Il documentario verrà proiettato il 10 dicembre alle ore 21.15 presso la Casa del Cinema, sala Deluxe (L.go Marcello Mastroianni 1, Roma) alla presenza dell&#8217;autore, dei protagonisti Edison Duraj e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oistros.it/archivio/wp-content/uploads/2008/12/locandina_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-158" title="locandina_" src="http://www.oistros.it/archivio/wp-content/uploads/2008/12/locandina_.jpg" alt="" /></a>Arriva al Roma Film Festival il film documentario “Sognavo le nuvole colorate” di Mario Balsamo prodotto da Thomas Torelli  in coproduzione con il gruppo Oistros.<br />
Il documentario verrà proiettato il 10 dicembre alle ore 21.15 presso la Casa del Cinema, sala Deluxe (L.go Marcello Mastroianni 1, Roma) alla presenza dell&#8217;autore, dei protagonisti Edison Duraj e Alessandro Santoro, del produttore Thomas Torelli e dei<br />
coproduttori di Oistros. L&#8217;ingresso è gratuito.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Petizione EDISON DEVE RESTARE IN ITALIA!</title>
		<link>http://www.oistros.it/archivio/petizione-edison-deve-restare-in-italia/</link>
		<comments>http://www.oistros.it/archivio/petizione-edison-deve-restare-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 18:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oistros.it/archivio/?p=132</guid>
		<description><![CDATA[Momenti importanti del processo di integrazione di Edison sono stati il lavoro teatrale, la realizzazione di diversi spettacoli e la realizzazione del docu-film &#8220;Sognavo le nuvole colorate&#8221;. Il film è coprodotto dall’Oistros di Lecce ed è girato nel Salento e in parte in Albania, nel paese del protagonista Edison Duraj. Le musiche sono del maestro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Momenti importanti del processo di integrazione di Edison sono stati il lavoro teatrale, la realizzazione di diversi spettacoli e la realizzazione del <a href="http://www.sognavolenuvolecolorate.com">docu-film &#8220;Sognavo le nuvole colorate&#8221;</a>.</p>
<p><a href="http://firmiamo.it/edison-deve-restare-in-italia" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-133" title="petizione_edison" src="http://www.oistros.it/archivio/wp-content/uploads/2008/09/petizione_edison.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Il film è coprodotto dall’Oistros di Lecce ed è girato nel Salento e in parte in Albania, nel paese del protagonista Edison Duraj. Le musiche sono del maestro Francesco Libetta e Alessandro Santoro è coprotagonista. Ma il film è stato anche ideato nel Salento e ha preso le mosse da un progetto d’integrazione scolastica e sociale che ha utilizzato il teatro come strumento principe per aiutare Edison a costruirsi una storia ed una identità. Infatti, accanto al prezioso lavoro delle istituzioni, a cominciare dal Tribunale dei minori di Lecce e gli operatori dei centri che hanno ospitato il ragazzo, le relazioni umane che si sono intrecciate intorno ad Edison si sono dipanate dal laboratorio teatrale attivato presso la Scuola Media “Galateo” e allo spettacolo “Kepuce. Un paio di scarpe nuove per attraversare il Canale d’Otranto”. A quel laboratorio, realizzato in collaborazione col corso di laurea in Arte, Musica e Spettacolo e col Centro per l’integrazione dell’Università di Lecce, avevano partecipato studenti, docenti e genitori che si erano anche confrontati con i sogni e i bisogni  dei disabili dell’ostello “Itaca”. Un viaggio nel mondo delle diversità.<br />
Potremmo dire che Edison è nato presso Fier in Albania, è sbarcato su una spiaggia del Salento a nove anni, ma è rinato sulla scena, in teatro. Non è un caso che il prossimo 24 Luglio, una versione di “Kepuce” in cui si raccontano le vicende più recenti, compresa la realizzazione del film che sarà presentato in anteprima a Locarno, verrà presentata nell’ambito del Trani Film Festival e replicato il 20 Agosto a Parabita nell’ambito della rassegna “Arte e scienza in Parabita”.<br />
Ma il progetto di integrazione non si concluderà a Locarno: l’Oistros, ed in particolare Alessandro Santoro, Elisabetta Leuzzi, Antonio Rollo, Andrea Valentino e Beatrice Chiantera stanno già lavorando alla pubblicazione dei diari di Edison.<br />
Le varie versioni dello spettacolo “Kepuce” e ora il film “Sognavo le nuvole colorate” dimostrano che è ancora possibile fare un teatro e un cinema che fanno discutere.<br />
Il tema è di lacerante attualità: ha senso affrontare il problema dell’immigrazione solamente con la repressione e la ‘tolleranza zero’? E se ci convinciamo che l’unica via possibile e realistica è quella dell’integrazione, è sufficiente, quando si tratta di bambini, offrire un posto per dormire e di che sfamarsi? E come si costruiscono le reti di relazioni umane capaci di sostenere percorsi di vita nella legalità e nel rispetto reciproco? E il Salento non era la terra dell’accoglienza candidato persino al Nobel per la pace? La storia di Edison è prima di tutto un invito a riflettere su chi non vuole le scarpe rotte e le nuvole nere e sogna un paio di scarpe nuove e le nuvole colorate.</p>
<h6>PROMO SOGNAVO LE NUVOLE COLORATE &#8211; 11&#8242;</h6>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1843492&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=1843492&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>Edison compie 18 anni il 19 novembre 2008. Per la legge attualmente in vigore (<a href="http://www.parlamento.it/leggi/02189l.htm" target="_blank">Legge 30 luglio 2002, n. 189</a>), dovrebbe ritornare al suo paese oppure diventare clandestino; a meno che non abbia un lavoro a tempo indeterminato e una fissa dimora.</strong></p>
<h6>COME SAI GLI STRANIERI RACCONTANO</h6>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4hi67ybgznA&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/4hi67ybgznA&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h6>LA CASA DI EDISON</h6>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2MZp4j9nnj0&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/2MZp4j9nnj0&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h6>IL PERMESSO DI SOGGIORNO SCADE IL 19 NOVEMBRE 2008</h6>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qzOOoBlD4kY&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/qzOOoBlD4kY&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h6>LETTERA DI EDISON AL SALINA DOC FESTIVAL</h6>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_fx93Gtskxc&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/_fx93Gtskxc&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h1>Se pensi di poter contribuire con una qualche soluzione a questo problema lascia qui un Commento oppure <a href="http://firmiamo.it/edison-deve-restare-in-italia" target="_blank">Firma la Petizione EDISON DEVE RESTARE IN ITALIA su Firmiamo.it</a>. Anche, se non puoi dare un contributo concreto, lascia comunque un tuo messaggio a sostegno della causa di Edison.</h1>
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		</item>
		<item>
		<title>Un documentario tutto salentino al Festival di Locarno</title>
		<link>http://www.oistros.it/archivio/un-documentario-tutto-salentino-al-festival-di-locarno/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 16:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[antonio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sognavo le nuvole colorate]]></category>
		<category><![CDATA[Features]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oistros.it/archivio/?p=117</guid>
		<description><![CDATA[“Sognavo le nuvole colorate”, regia di Mario Balsamo, è al Festival di Locarno nella sezione Ici &#38; Ailleurs. Proiezioni: Mercoledì 13 Agosto ore 11 e Giovedì 14 Agosto ore 19, PalaVideo, Locarno (info su pardo.ch) Il film è coprodotto dall’Oistros di Lecce ed è girato nel Salento e in parte in Albania, nel paese del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>Sognavo le nuvole colorate</strong>”, regia di Mario Balsamo, è <strong>al Festival di Locarno nella sezione Ici &amp; Ailleurs</strong>.<strong></strong></p>
<p><strong>Proiezioni: Mercoledì 13 Agosto ore 11 e Giovedì 14 Agosto ore 19, PalaVideo, Locarno</strong> (<a href="http://www.pardo.ch/jahia/Jahia/home/film/cache/bypass;jsessionid=A8D1D9497A61F6DB90563FD1ECDAE85A?appid=11456_34&amp;appparams=http%3A%2F%2Fwww.pardo.ch%2Fjpwacatalog%2Fpardo%2Ffilm.do%3Fid%3D252534&amp;resetAppSession=true#">info su pardo.ch</a>)<br />
Il film è coprodotto dall’Oistros di Lecce ed è girato nel Salento e in parte in Albania, nel paese del protagonista Edison Duraj. Le musiche sono del maestro Francesco Libetta e Alessandro Santoro è coprotagonista. Ma il film è stato anche ideato nel Salento e ha preso le mosse da un progetto d’integrazione scolastica e sociale che ha utilizzato il teatro come strumento principe per aiutare Edison a costruirsi una storia ed una identità. Infatti, accanto al prezioso lavoro delle istituzioni, a cominciare dal Tribunale dei minori di Lecce e gli operatori dei centri che hanno ospitato il ragazzo, le relazioni umane che si sono intrecciate intorno ad Edison si sono dipanate dal laboratorio teatrale attivato presso la Scuola Media “Galateo” e allo spettacolo “Kepuce. Un paio di scarpe nuove per attraversare il Canale d’Otranto”. A quel laboratorio, realizzato in collaborazione col corso di laurea in Arte, Musica e Spettacolo e col Centro per l’integrazione dell’Università di Lecce, avevano partecipato studenti, docenti e genitori che si erano anche confrontati con i sogni e i bisogni  dei disabili dell’ostello “Itaca”. Un viaggio nel mondo delle diversità.<br />
Potremmo dire che Edison è nato presso Fier in Albania, è sbarcato su una spiaggia del Salento a nove anni, ma è rinato sulla scena, in teatro. Non è un caso che il prossimo 24 Luglio, una versione di “Kepuce” in cui si raccontano le vicende più recenti, compresa la realizzazione del film che sarà presentato in anteprima a Locarno, verrà presentata nell’ambito del Trani Film Festival e replicato il 20 Agosto a Parabita nell&#8217;ambito della rassegna &#8220;Arte e scienza in Parabita&#8221;.<br />
Ma il progetto di integrazione non si concluderà a Locarno: l’Oistros, ed in particolare Alessandro Santoro, Elisabetta Leuzzi, Antonio Rollo, Andrea Valentino e Beatrice Chiantera stanno già lavorando alla pubblicazione dei diari di Edison.<br />
Le varie versioni dello spettacolo “Kepuce” e ora il film “Sognavo le nuvole colorate” dimostrano che è ancora possibile fare un teatro e un cinema che fanno discutere.<br />
Il tema è di lacerante attualità: ha senso affrontare il problema dell’immigrazione solamente con la repressione e la ‘tolleranza zero’? E se ci convinciamo che l’unica via possibile e realistica è quella dell’integrazione, è sufficiente, quando si tratta di bambini, offrire un posto per dormire e di che sfamarsi? E come si costruiscono le reti di relazioni umane capaci di sostenere percorsi di vita nella legalità e nel rispetto reciproco? E il Salento non era la terra dell’accoglienza candidato persino al Nobel per la pace? La storia di Edison è prima di tutto un invito a riflettere su chi non vuole le scarpe rotte e le nuvole nere e sogna un paio di scarpe nuove e le nuvole colorate.</p>
<p><a href="http://www.oistros.it/archivio/wp-content/uploads/2008/07/xstampa2_web.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-119" title="xstampa2_web" src="http://www.oistros.it/archivio/wp-content/uploads/2008/07/xstampa2_web.jpg" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://www.oistros.it/archivio/wp-content/uploads/2008/07/xstampa1web.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-120" title="xstampa1web" src="http://www.oistros.it/archivio/wp-content/uploads/2008/07/xstampa1web.jpg" alt="" /></a></p>
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		<title>Kepuce: Sognavo le nuvole colorate.</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 23:09:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[antonio]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Features]]></category>

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		<description><![CDATA[Kepuce. Sognavo le nuvole colorate. Associazione culturale Oistros, Lecce TraniFilmFestival, giovedì 24 Luglio 2008 Piazzale del Fortino, Villa Comunale Trani (Ba) Mercoledì 20 Agosto 2008 Arte in Parabita (LE) “Edison, mi hanno chiamato Edison, come l’inventore della lampadina…”. Con queste parole, Edison Duraj, un bambino di nove anni, profugo albanese, cominciava a raccontare la storia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Kepuce. Sognavo le nuvole colorate.</strong><br />
Associazione culturale Oistros, Lecce<br />
TraniFilmFestival, giovedì 24 Luglio 2008<br />
Piazzale del Fortino, Villa Comunale<br />
Trani (Ba)</p>
<p>Mercoledì 20 Agosto 2008</p>
<p>Arte in Parabita (LE)</p>
<p><img src="http://www.oistros.it/archivio/wp-content/uploads/2008/07/poster_kepuce_2008.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p>“Edison, mi hanno chiamato Edison, come l’inventore della lampadina…”. Con queste parole, Edison Duraj, un bambino di nove anni, profugo albanese, cominciava a raccontare la storia del suo viaggio della speranza nello spettacolo “Kepuce”, scarpe.<br />
Da allora sono trascorsi nove anni con diverse versioni di Kepuce e la realizzazione di un docu-film dal titolo “Kepuce. Sognavo le nuvole colorate” che verrà presentato in concorso al Festival del cinema di Locarno.<br />
Lo spettacolo che viene presentato a Trani il 24 Luglio 2008 all’interno del Trani Film Festival in collaborazione col Teatro Pubblico Pugliese, ripercorre i nove anni di permanenza in Italia e del ritorno in Albania, durante le vacanze dell’ultimo Natale, di Edison e del suo amico Alessandro. I Centri di Accoglienza Temporanea (CTP), le scuole, la casa di Alessandro a Lecce, quella di Edison nei pressi di Fier i luoghi attraversati dal piccolo profugo in questi anni.<br />
Fra il personaggio e la persona Edison non c’è distanza e questo crea un corto circuito fra la finzione e la realtà, fra la vita e la rappresentazione della vita. Ma non è forse questa la via per cercare sensi nuovi del teatro e della vita? Il destino di Edison riguarda tutti noi e non solo perché anche i nostri padri hanno percorso i sentieri dell’emigrazione, ma soprattutto perché fino a quando permetteremo che esistano frontiere, confini, sbarramenti avremo bisogno di piccoli Ulisse che ci raccontino che siamo tutti cittadini del mondo.</p>
<p><strong>Kepuce. Sognavo le nuvole colorate. </strong></p>
<p>Un spettacolo-filmico di Alessandro Santoro<br />
Regia multimediale di Antonio Rollo e Gabriele Pedone<br />
Coreografie di  Elisabetta Leuzzi<br />
Con Edison Duraj, Alessandro Santoro, Yvonne Mazzotta, Elisabetta Leuzzi</p>
<p>Edison arriva in Italia all’età di 10 anni con un gommone. Senza genitori. Un viaggio in cambio di un paio di scarpe nuove. Sulle coste italiane ad attenderlo la polizia. Gli portano via il suo prezioso regalo. Solo, in un paese nuovo, alla ricerca di un futuro. Il teatro diventa la sua famiglia. Alessandro il fratello maggiore. Un sogno comune: tornare in Albania e rivedere la madre, le sorelle, il fratellino appena nato. E un giorno Alessandro ed Edison, con una troupe cinematografica, tornano a Fier, Edison rivede la sua casa dopo 8 anni. Edison racconta la sua storia che diventa un film- documentario e uno spettacolo teatrale in cui siamo tutti coinvolti.</p>
<p>Kepuce. Sognavo le nuvole colorate è la storia di Edison nel suo compiersi, è il film nel suo girarsi, è il futuro di Edison nel suo evolversi. E il pubblico è attore o semplice comparsa di un finale da scrivere&#8230; possibilmente insieme. Kepuce. Sognavo le nuvole colorate non è uno spettacolo, è la famiglia di Edison. Insieme sono cresciuti, cambiati.  Insieme ad Edison, sognando le nuvole colorate.</p>
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